Se stai leggendo questo articolo, è probabile che tu stia vivendo un momento delicato. Forse…

Perché non riesci a rilassarti durante un rapporto? Come rompere il circolo tensione – dolore. Quando il corpo si contrae prima ancora di iniziare
Succede più spesso di quanto immagini: durante l’intimità vorresti lasciarti andare, ma il tuo corpo si irrigidisce.
Interiormente avverti che “va tutto bene”, ma il pavimento pelvico dà segnali di “chiusura”.
A quel punto la penetrazione può diventare difficile o dolorosa.
Questa difficoltà a rilassarsi non accade per mancanza di desiderio o problemi di coppia; parla piuttosto di un corpo che ha imparato a proteggersi.
Il circolo tensione–paura–dolore è un meccanismo automatico, non una tua colpa: quello che succede è che quando qualcosa ha fatto male, il cervello memorizza quel dolore.
Alla successiva occasione, anticipa il rischio; così nascono:
-tensione nelle gambe, glutei, addome
-respiro corto
-contrazione involontaria del pavimento pelvico
-pensieri del tipo “speriamo non faccia male”
Accede quindi che il corpo “si chiude” ancora prima che inizi il rapporto.
Non è un rifiuto del partner.
È un riflesso di protezione!
Lasciarsi andare non è una questione di volontà. Puoi amarlo, puoi desiderarlo… e comunque non riuscire a rilassarti.
Il pavimento pelvico non risponde ai comandi della mente, non si rilassa, se prima non si sente al sicuro.
Ecco perché dire “rilassati” non funziona: il corpo ha bisogno di essere rieducato, non rimproverato.
Da dove si riparte?
1. Dalla consapevolezza corporea. Prima ancora di qualsiasi lavoro manuale, serve imparare a riconoscere come reagisce il tuo pavimento pelvico: si contrae, brucia, spinge? Capirlo è il primo passo per sciogliere la tensione.2. Da una guida che ti fa sentire al sicuro. Il corpo si rilassa quando sente che può fidarsi. È per questo che nel mio percorso ti accompagno passo dopo passo, senza forzature, rispettando il tuo vissuto.
Lasciarsi andare è possibile.
Devi solo ricominciare ad abitare il tuo corpo, con delicatezza.
